Questo è un badge Flickr che mostra le foto pubbliche e/o i video di Mademoiselle Egocentrique. Crea il tuo badge qui.
Acquisti annoverabili: QUESTO E' ANCORA PIU' INUTILE AGGIORNARLO
APRILE:#Pataloni in raso nero di Jucca#Jeans noncicredochemisoentrati di Elementi#"Il continente diviso"di Hitchcock#"Le ombre dell'Europa"di Mazower#Due paia di calze di seta:sono una pazza!#Pochette bianca in vernice,frutto di shopping post depressione
Bacheca/Annunci
#Molte delle immagini esposte in questo blog sono state trovate sul web e in alcuni casi da me modificate:se la loro esposizione ed eventuale rielaborazione ledesse i diritti d'autore,inviatemi una mail e saranno prontamente rimosse.
#Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato periodicamente.Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7.03.2001.Ma è il mio boudoir..quindi fate i bravi eh?
#Studiare ancora!!
#Inviare i manoscritti
#Rendere giustizia a Padre:CONFESSARE!
#Preparare MedievaleII
#Preparare Storia dell'Europa Orientale
#Preparare arte moderna
#Studiare!!
#Sostenere il colloquio per il nuovo lavoro
#Comprare un paio di jeans
Sono alle prese con una valigia che non ho voglia di preparare, parto per Budapest nel week end e, stranamente, non sono euforica come mio solito, ma ne conosco i motivi latenti : ho un reumatismo che mi sta uccidendo, Madre mi ha prenotato un appuntamento con una sorta di stregone per la terapia del dolore che mi terrorizza e, soprattutto (come se non bastasse!) c'è uno strano allineamento prolifico chè tutto il mondo intorno a me sta figliando e sono circondata da pancione e lattanti. Mi sono presentata da tutte con lo stesso identico regalo manco fossi la Fata Madrina e ieri, salvando un uccellino caduto dal nido, ho pianto pensando alla povera mamma che lo cercava in urlo querulo, mi è venuta una strana paturnia d'ipersensibilità e inizio a pensare che sia contagioso. E' ufficiale: c'ho una gravidanza isterica .
In fondo sembra costruttivo disconnettersi dal mondo e avere tutto il tempo e lo spazio per scrivere e spadellare esperimenti mal riusciti, ti sembra di aver depennato il procrastinabile e aver pensato solo a te stessa.
E' stato vero finchè avevo inviti a pranzo, appuntamenti e aperitivi da rincorrere, poi in un picco di noia abissale, mi sono avvicinata all'unico apparecchio che mi connetteva con la civiltà e 10 ore dopo mi sono ritrovata a vergognarmi della mia persona: ho visto tutta la programmazione di E!, come si costruisce una lampada con mollette e colla vinilica e una decina di puntate di Dallas a raffica.
A quel punto, inebriata, ho chiamato Madre. " Ho visto Dallas, lo danno su Sky! Suellen non era ancora stronza e Jenna c'aveva i capelli talmente cotonati che si incastravano alla telecamera! JR invece..
" Torna a casa"
E a casa la cosa non è migliorata, in un delirio d'onnipotenza salvatrice dall'inutilità, ho accettato di fare l'hostess nel we 8 ore per mille lire pagate a 365 giorni: col tailleure a 40° e il sorriso di plastica, piedi collassati ed ego tramortito sono tornata a sera trionfante per sfoggiare a Padre i miei successi lavorativi "Padre ho lavorato, sicuramente non mi pagheranno ma ho lavorato" "E falla finita co sta stronzata: se me fai ride te le do io ste mille lire!
ma alla fine chi cazzo aveva sparato a JR?! ah sì era tutto un trip..
Sto vagliando l'ipotesi di andare per qualche giorno in un posto in cui non c'è nè telefono nè wirless, la cui unica compagnia sarà solo la carta dei miei libri e del mio diario; sì perchè sembro tanto poco prolifica, ma mai come in questo periodo sto affidando i miei pensieri alla scrittura (perchè la carta è più paziente degli uomini) e non perchè tema qualche bizzarra forma di ripercussione nell'esprimermi qui, non ho mai avuto problemi di sovraesposizione e nemmeno me li pongo.
La verità è che sono avida e profondamente gelosa della mia persona, ligia a regole autoimposte che non ammettono fallimenti e il mio essere è fallibile per sua natura: so che è una semplice essenziale regola di vita, ma è sostanzialmente il public enemy n°1 di Mademoiselle e finchè non vi scenderò a patti definitivamente, non diventerò mai adulta.
Poi - sì pare assurdo - detesto gli eccessi di comunicazione (anche lo slippettone maschile al mare ne è ascrivibile) e ogni volta che formulo un pensiero, in questi giorni, una qualche distorta entità mi censura, si imbarazza, si chiede subitaneamente "E sti cazzi?" e corro al diario, quello che ormai tutti considerano il mio vezzo.
Non voglio che questo posto diventi lo screen dei mie referti medici, un illusorio "piangitoio" o, peggio, lo specchio deformante della mia persona e in questo momento non saprei apporre filtri: ho bisogno di realtà, non sono in grado di dissimulare, o meglio, di trasformare quel che sento e non sopporterei di esporre confusamente al mondo tanta intimità con cui devo dialogare.
Quando avrò finito questo discorsetto con le varie allucinate personalità che albergano, sarò pronta..magari è solo una paturnia.
"Questo diario è il mio kief, il mio hashish, la mia pipa d'oppio. E' la mia droga e il mio vizio. Invece di scrivere un romanzo, mi sdraio con questo libro e una penna e indulgo in rifrazioni e diffrazioni."
A. N.
Sono stati giorni magnifici, ma pur sempre deliranti e per questo perfetti: la linearità nella mia vita non è mai stato un buon sintomo e convivere con ironia alle falle del mio corpo è un grande passo avanti.
Deliziosa cena in un ottimo ristorante giapponese in centro, innaffiata da una strampalata bottiglia di falanghina e voglia di sperimentare, l’unica costante l’ebbrezza: la prima volta che ho mangiato giapponese ero appena atterrata in Spagna, staca e ubriaca non ho capito nemmeno cosa stessi ingerendo.
Ebbene, passeggiare euforica e avvinazzata per Trastevere con l’uomo della tua vita non ha prezzo, entrare nella casa di Goethe e assistere ad un’improvvisazione post-futurista in stato alcoolico è di poco inferiore alla sera in cui io e Pollock vedemmo da fatti Constantine al cinema e ogni fotogramma era un “Ohhhh!”.
Nemmeno la mia debacle è riuscita a rovinare la serata: mi sono trascinata per il Pantheon, sapientemente guidata per tutte le viuzze di Roma fino ad arenarmi in macchina; la nottata è finita all’autogrill: avevo voglia di un cornetto e son finita a comprare questo.
Dulcis in fundo, per tutta la notte anche il mio mondo onirico è stato in pieno jappo-style, alle prese con le mie compagne di liceo che nascondevano la loro vera identità e le loro reali intenzioni: erano delle guerriere Sailor che proponevano al mio fianzato (anch’egli supereroe) di parteciare ad una gang-bang; la sua risposta?
“Ci devo pensare”
Per non smentirmi: domani faccio la valigetta chè ho una degustazione di vini, essendo io ovviamente ammalata (raffreddore e tosse con 40°all'ombra) mi alcolizzerò senza degustare.
(Sto karma mi perseguita: Alegria!)
Ho partorito, quindi sono viva e non dovrete più sorbirbi twittate patetiche e strappalacrime.
E' stata una settimana da timor panico, perchè oltre alla salute ha vacillato la mia profonda consapevolezza sull'invincibilità della mia persona: al solito, non era il dolore fisico a tramortirmi, ma l'immensa fatica che faccio ogni volta nel ribellarmi agli eventi della mia vita, quella pretesa di superiorità autoimposta e la rabbia costante.
Bene, la stronza è tornata con un rene obeso e ammaccato che prontamente verrà messo a dieta, con decine di telefonate di amici che si congratulano per il parto
( domenica faccio il battesimo a sto punto ) ed un uomo meraviglioso che mi ha curata, coccolata con regali e carezze e che soprattutto mi ha sopportata come mai nessuno.
Appunto, per festeggiare, questo we con molta probabilità si va qui con seguito di cena giapponese in programma da secoli: nonostante l'involucro fallato, io sono una ragazza terribilmente fortunata.
Siccome mi pesava il culo: finalmente mi sono decisa a pubblicare qualche foto sul flickr e a dare una piccola sistemata al template che ho ridotto un cesso ( con scarsi risultati ). Se ci fosse qualche nerd benevolo, intenzionato a metterci mano o a farne uno ad hoc per Madeimoselle, avrà un Martini in regalo o fate vobis ( su che mica sono l'unica a non avere un cazzo da fare! )
Avevo scritto un post delirante e vagamente piagnucoloso sulla mia salute inesistente e riguardo la mia ultima visita al pronto soccorso la scorsa notte.
E' che sono confinata a letto, inchiodata qui ad aspettare di partorire due calcoli gemelli, mentre il mio carrozzone circense mi vortica intorno e non mi fa bene, i dolori disumani vanno in tandem con le pippe mentali: autoconsapevolezza che nulla ha a che vedere con la rassegnazione, una rabbia che mi rende capricciosa, nevrotica e insopportabile, praticamente mi starei sul cazzo anche io.
Ecco, è un bene che quel post si sia polverizzato: perfino la tecnologia non avalla l'autocommiserazione che non ho
Il fatto che il mio notebook sia collassato è una delle tante fatalità che da sempre mi colpiscono ad hoc; sì, perchè in questi giorni sto vivendo una sorta di delizioso isolazionismo autoindotto, mi sto dedicando ai miei pensieri e per una che spesso li ignora arbitrariamente per favorire un antropico benessere, è davvero molto.
Mi sono dipinta le unghie e in quel rosso cupo da post cena con le ragazze mi sono chiesta cosa sia l'amore per me, o meglio, perchè sia così diverso dalla loro visione tangibile e passionale, perchè io lo veda nella curva del polso mentre le mani afferrano il volante, nel suo modo di prepararmi il the, in quella dolce e ironica condiscendenza che ha per me.
Poi, un gesto, un semplice banale gesto per occhi allenati, mi ha portato a questo stato di nebulosa distrazione: un libro.
Un libro che cercava per me lo scorso anno, giunto inaspettato il week end passato.
- Ah te ne sei ricordato! Lo cercavi l'anno scorso giusto? - No, non ho mai smesso di cercarlo da quel giorno
E in quell'istante, mi si è sigillato il cuore, mi sono chiusa in una sorta di Sindrome di Sthendal davanti al quadro più compiuto che abbia mai visto che è quest'uomo, che cerca da un anno lo stesso libro per me, che invece di partire per il suo compleanno, sposta un fine settimana a Budapest insieme affinchè cada nel giorno del nostro anniversario, che ogni giorno mi porta a desiderare di potermi guardare con i suoi occhi.
Mi ci sono impegnata, ho voluto provare l'inebriante sensazione della comunanza e mi sono data alla pasquetta stile barbecue, ho perfino giocato con le carte di ruolo o quel che sono e ne ho dedotto che i marshmallows fanno schifo al cazzo e che a me non piace condividere: forse perchè ho dovuto dividere tempo e affetto dalla nascita, forse perchè sono allegramente disturbata.
Mi sono sforzata di fare la giovane in mezzo agli adolescenti, ma avevo insito quell'atteggiamento velato da sorella maggiore anche se in fondo mi sono divertita.
Oggi volevo sollevare il morale a Jacky che c'ha l'ansia e le paranoie, ma è talmente disfattista che mi si è ingrippato il cervello e mi ha messo addosso una paura fottuta sul futuro, sul lavoro che non c'è, sui mutui che non ti concedono e alla fine ho iniziato a pensare che io e Pollock andremo a vivere in un bagno chimico per strada e il giorno che potremo mettere al mondo un figlio, avrò oltrepassato l'età fertile e dovremo prendere un cane.
La prossima volta che mi balena l'idea di condividere prendetemi a calci in culo per favore Ammazza quanto so solare: ho agognato Sylvia Plath tutto il giorno e se Pollock non si sbriga a tornare, gli farò notare che immaginarlo a sollazzarsi con Mickey Mouse ad Orlando non mi fa sesso per niente
Se il tuo fidanzato passa le vacanze di Pasqua in Florida e ti lascia in compagnia di Virginia Woolf e Sylvia Plath, qualcuno potrebbe leggervi un sottotesto che inneggia implicitamente al suicidio.
Ma in realtà cercavo da tempo immemore questo film e questo libro e Pollock me li ha regalati inaspettatamente, in modo che mentre lui si arrostisce sulle spiagge di Miami io non mi senta sola; considerando che come ovvio i miei daranno sicuramente un pranzo per qualche strampalato amico che a tavola non capirà mai le mie battute sarcastiche, direi che trascorrere la santa pasqua con due nevrotiche suicide è il meglio che possa avere.
Che poi, non avete idea di quanto abbia apprezzato il gesto: a scanso delle apparenze che mi fanno allegra e festaiola, io adoro la gente depressa e lugubre, le scrittrici disturbate e tormentate e i cani con le orecchie lunghe.
Dormi tranquillo eh: non ho intenzione di ficcare la testa nel forno il giorno di Pasqua..era solo la mia ironia da due neuri
Erano i luoghi della mia infanzia: ho collezionato una miriade di ricordi e persone in quella piazza squassata e in quei paesini affastagliati che si scorgevano dal finestrino.
A L'Aquila ci si andavano a comprare le cose per la scuola prima di settembre e ci si portavano all'ospedale amici e parenti imbranati sugli sci in dicembre; in una libreria de L'Aquila, mio padre mi regalò il mio primo libro con un incoraggiante " Ho fiducia in te " e, qualche anno più tardi, non ne ebbe per mandarci tutti lì a ballare - e forse fece bene - ; ritrovando un tema delle elementari " Racconta la tua domenica" trovo scritto
" Domenica sono stata a L'Aquila, il mio papà dice che è la città più fredda d'Italia".
E questo mi ha fatto piangere più di quanto piansi il giorno in cui mio fratello tentò
" accidentalmente " di affogarmi nel laghetto di San Demetrio, più dell'opera che vidi per la prima volta al castello di Celano.
Ma la cosa che più mi commuove, più delle immagini drammatiche è, inspiegabilmente, sentire quel dialetto tanto familiare spezzato dalle lacrime.