
Riflettevo poco fa (sì,sì anche le farfalle a volte riflettono) su quanto ci si focalizzi sullo scotto da pagare,sulle conseguenze delle proprie azioni che, in fondo, finiscono per scalzare quel che abbiamo vissuto:il vivere così intensamente mi ha portato [e mi porta ancora]indubbiamente ad esaurire forze per rendermi più immune e meno ipersensibile, ma mi ha fatto vivere per raccontarla.
Tutte quelle persone me le sono trascinate dietro,gli uomini li ho lasciati in cortili aperti a riprender fiato da quella che sono ed ogni sosta era inevitabilmente troppo lunga per me..l'intensità logorante mi vede donare un pezzettino di me ogni volta,al punto che comincio a temere non ne rimanga più.
Per questo forse,cerco un distacco che non bruci,il telefono lampeggia per un invito e io lo declino per andarmene a ballare in centro:musica fantastica,io in pantaloni scuri e top di niente che mi sembrava già estate con tutti i miei braccialetti tintinnanti;le mie risate riuscivano a sovrastare il rumore assordante..
Qualcuno ha gradito il mio sorriso,quell'entusiasmo disarmante che in fondo è solo voglia di farcela e mi ha cercata per una notte intera:cocktail,flute di champagne e frutta fresca per qualche sorriso in cambio,che solo l'idea ora di qualcuno da amare mi tramortisce e,benchè il sesso sia un'altra cosa,sono in una fase di rigetto pseudosentimentale!
Che dire..all'alba,mentre come sempre me ne stavo a contemplare il paesaggio dal finestrino mi son chiesta "Ma ti senti migliore ora solo perchè hai avuto tutti gli occhi addosso?" e mi sono risposta "No.Mi sento solo più leggera".
Ed è vero,la leggerezza che mi ha dato sabato notte stava nell'aver disconnesso il cervello per 4 ore dal pensiero di lui che soffre per me..e di me che soffro in un modo atipico per lui: chissà perchè poi!E' che vorrei portarmelo dentro per sempre e, a volte, vorrei cancellarlo,ma so che non accadrà mai e,nonostante le lacrime,ne sono dolorosamente felice.

L'agognato letto dopo ore di lezione per stranieri ,
mi è passato per la testa il 26/03/2008
Finalmente una bella giornata piena e stancante da costringerti a letto ad un’ora decente!
Oggi prima lezione in facoltà,dopo giorni buttati per i corridoi a sbrigare formalità burocratiche, alle quali avrei dovuto pensare beh..parecchio tempo fa, che sono stati comunque istruttivi: ho scoperto che un professore è convinto che mi abbiano reclusa per sei mesi in una clinica svizzera per gravi problemi ( un aborto/un esaurimento/la lipo?Ma che servirà andare fin laggiù?!) un altro teme mi sia tagliata le vene e cinque sfigati/e al corso con me, che non conoscono l’uso salvifico del sapone e la verità rivelata che la felpa sul culo lo mette in evidenza, danno per assodato che io abbia studiato all'estero..o che non sia italiana ("questa è straniera,non ce capisce mica")
Un giorno di questi proferirò verbo, così rimarranno tutti sconvolti e delusi: sono stati loro a crearsi la studentessa straniera immaginaria, in fondo, anche se la curiosità di sapere che nazionalità mi affibbiano mi corrode anzicheno!
Ma magari anche no.
Devo studiare, parecchio -che era ora e me lo merito?No,ma se mi autoflagello mi convinco- e copiare una giornata di appunti sibillini, ma sono deliziosamente stanca, meravigliosamente distrutta da una sana e sfibrante giornata in facoltà, con i postumi dell'ora tarda di ieri allo PseudoLavoro e quindi

Mademoiselle si ritira nelle sue stanze,drappeggiando con cura l'organza del suo baldacchino, precariamente eternamente insoddisfatta, ma per stasera vagamente serena

Perturbazioni allineate:paturnie in un giorno di pioggia ,
mi è passato per la testa il 22/03/2008
Questa maledetta pioggia mi fa scricchiolare ossa e nervi: non riesco ad immaginare che in questi uggiosi giorni di "festa" sarei dovuta essere a Praga, o a Barcellona magari -trovando un compromesso- , proprio non mi va giù sentirla scendere a fracassarmi i timpani, insieme alle parole sempre inopportune di chi non accetta ottusamente che esistano persone disposte ad esser tacciate di stramberia, pur di vivere a modo loro.
Non mi interessa rischiare la gogna, non mi importa di dover versare l'obolo della solitudine: ho dovuto venire a patti con la vita e l'abisso che ti riserva, indistintamente, come tutti gli esseri umani, ma non sono disposta a snaturarmi, a rendermi più malleabile e accondiscendente per il plauso altrui, per poter essere così etichettata e incasellata nella loro riduttività mentale..."Fashion-victim senza cervello" oppure "Intellettualoide noiosa": come è fastidioso e spiazzante dover giudicare chi spende in vestiti e annessi tanto quanto in libri eh?
E continua a diluviare, mi sono ricordata solo oggi che domani è Pasqua e non me ne importa nulla, non ha alcun valore per me dunque non vedo perchè dovrei fingere che ne abbia - come fanno i 3/4 delle persone che conosco per non sembrare "eccentriche"- ; sono consapevole che quelle di oggi sono le mie solite "paturnie", con un sostanzioso rinforzo di confusione sentimentale, voglia di non essere qui e dolori fisici lancinanti, ma l'allineamento diabolico delle fatalità atmosferiche no, perdinci!
Sì e non va meglio,leggendo: "Ti ricordi quella foto che ti feci di nascosto,anni fa,a Skiatos? Dai..eri davanti allo specchio,al trucco"
"Sì, me la ricordo"
"Eri bellissima.."
No maledizione no!
Come quando fuori pioveva e tu mi domandavi se per caso avevo ancora quella foto in cui tu sorridevi e non guardavi
..E quando io senza capire ho detto sì,hai detto è tutto quel che hai di me
è tutto quel che ho di te..
E' che a me la pioggia fa uno strano effetto, a voi no?

La stanza all'ultimo piano e un desiderio ancora ,
mi è passato per la testa il 20/03/2008

Mi è tornata davanti,un pugno in pieno viso?No, nemmeno nostalgia per quel folle incontrato,ma per quella ragazza un pò sì..Quanto dolore in quei giorni,ma dannazione quante risate soffocate all'alba nella stanza di quell' appartamento arroccato nel nord delle Asturie:pranzare all'ora di cena e cenare al posto della colazione;scendere in strada e salutare i passanti che ricambiavano con un sorriso largo e accogliente e con quel "senorita" che mi sarebbe rimasto attaccato addosso in tutte le sue varianti linguistiche,nella vita reale e qui in questo specchio riflettente...come una seconda pelle.
A casa già si trema:ho ripreso a parlar di viaggi e di andar via,tanto che sperano si concretizzi la proposta di lavoro...ma io ho solo voglia di quella stanza all'ultimo piano..

Strange days ,
mi è passato per la testa il 19/03/2008
Io che non so analizzare quel che mi succede è davvero parodistico,io che mi rifiuto di farlo,perchè son stanca di avere sempre la situazione sotto controllo, lo è ancor di più, ma tant'è..
I giorni sono scivolati fra l'apatia improduttiva e l'incapacità reale,fra la mia voglia di risalire la china e impedimenti materiali che sbarravano la strada ad ogni flebile vagito e,soprattutto, nella totale noncuranza da parte di chi mi era affianco: ero diventata trasparente,irrilevante e alla fine ero arrivata a crederci anche io.
Oggi, sono qui incredula: ho preso una decisione dolorosa senza le "consultazioni di rito" (clan matriarcali e catene di self help al femminile..) ho ripreso in mano la mia situazione accademica (parlare con professori,andare a lezione e comprare testi è già un inizio no?) e tra pagine di archeologia medievale e qualche bozza da correggere per lo pseudo lavoro, mi sento prospettare un lavoro vero per qualche mese, cercando di driblare tenerezze e regali tardivi.
Ma io le vie di mezzo mai eh?

Un giorno sulla Prospettiva Nevskij... ,
mi è passato per la testa il 17/03/2008

Ho aspettato per anni questo gesto che sapevo da te aureolato di un'importanza densa di significato.
Anni a chiedermi perchè io non lo meritassi,perchè in fondo non mi amavi al punto da esporti con manifestazioni per te mai banali.
Ed è arrivato ora:avrei voluto prendere quel meraviglioso mazzo di calle bianche,tenuto insieme dalla più accurata e raffinata composizione vista,e trascinarlo indietro con un salto spazio-temporale; mi si è incrinato il cuore nel sentirlo ricordare dettagli di frammenti vissuti. Di questo sono certa.
Ma di null'altro,o forse sì...
Guardo i miei fiori preferiti,proprio ora lì sul tavolo che mi osservano languidi,e, tra le tante sensazioni discordanti che non comprendo,so che qualcosa si è rotto per sempre.
Ci scrutiamo a vicenda io,le calle e il book dell'Ermitage e solo ora mi viene in mente che ho dimenticato di chiedergli se è andato sulla Prospettiva Nevskij...
Altro strappo per noi due,ebbri d'entusiasmo e follia,che immaginavamo di calpestarla insieme e di "incontrarvi per caso Igor Stravinskij"..

MademoiselleVSMariposa#1 ,
mi è passato per la testa il 14/03/2008

Mariposa- Perchè non smetti di complicarmi la vita?Vedi lo dicono tutti che sei una posa,che sei falsa.
Mademoiselle- Cara,guarda che lo dicono anche di te!Hai presente tutta quell'ipersensibilità,quegli occhioni spalancati che fanno molto ingenua?Sei solo fragile.
M- Ah..questo dicono di me?Ma tu sei peggio,mi metti in mezzo a dei casini allucinanti con la tua smania di attenzioni,con questa mania di esporti sempre:guarda che la faccia è pure mia!
Mdlle- Va beh..sì. Ma tu,invece,sempre a scrivere di stati emozionali,a credere che agli altri importi qualcosa, a metterti a raccontare dei fattacci tuoi:guarda che sono pure i miei!
M- Scusa..però la gente ti equivoca,tu lì a provocare e io non so come reagire.Vuoi fare l'invincibile,ma la tua non è forza:è determinazione
Mdlle- Toh piccina! e ti pare poco,hai idea di quante esperienze non avremmo vissuto se io non avessi portato avanti estenuanti lotte?
M- ...D'accordo,lo ammetto. E tu sai quante emozioni,quanti amori non avresti vissuto,se io non ti avessi illuminato quella piccola anima egoista che hai?
Mdlle- Già..
M- Già..
Mdlle,M- Ma allora ci toccherà mica vivere per sempre insieme?!

La potenza degli oggetti solidi ,
mi è passato per la testa il 13/03/2008
Ho voglia di regali,ma non come fosse Natale o il mio compleanno,no vorrei una volta tanto una piacevole sorpresa -che sono stanca delle tragedie inaspettate- qualcosa che mi faccia tornare ad amarle le sorprese.
Sinceramente,non trovo affatto patetico viziare se stessi (e io sto dilapidando tutte le mie piccole risorse a furia di vezzeggiarmi..),ma proprio oggi mi sono resa conto che non è un palliativo duraturo:entrare in un negozio illuminato e lussuoso per acquistare un piccolo (mmmh..)gioiello per sé ed uscendo avere questa sensazione è terrificante.
Forse,avrei preferito un Roger La Borde o un'edizione economica ad hoc scelta accuratamente per me da un’amica,piuttosto che qualunque altro oggetto costoso (va beh,che poi magari me lo sarei comprato lo stesso..)
Questo mi fa pensare al giorno in cui una mia compagna di classe al liceo, si tolse dai capelli un fermaglio d’argento che ho adorato per anni e me lo porse prima di un’interrogazione di greco:da quel giorno è sempre stato con me,indosso o nella borsetta,è l’oggetto che controllo sempre di avere -insieme alle chiavi di casa e il portafogli- prima di uscire,talmente tanto tempo è passato,talmente influente l’importanza di cui l’ ho investito, che ormai tutti lo chiamano “il fermaglio”..e sì che di cianfrusaglie ne ho parecchie.
La bambina metterà il broncio?
No,stasera a cena porterà un regalo ad un'amica,così senza la giustificazione di una ricorrenza
Il broncio però se lo tiene..è il marchio di fabbrica

The tuesday effect ,
mi è passato per la testa il 11/03/2008
Il martedì mi farà impazzire;non lo detesto particolarmente,no per quello c'è la domenica,il martedì è delirante.
Sono trascorsi mesi di apatica inattività:non ho rispettato nemmeno una delle più elementari scadenze accademiche,il mio ciclo sonno-veglia è totalmente compromesso..
Io mi trascino,a giorni come una Maria Antonietta capricciosa,altri inquieta e impazzita peggio di Beatrice Cenci che geme e fa la spola tra gli stanzoni di Castel Sant'Angelo. Una cosa è sicura:sono irrequieta e furente, allora fagocito chili di letterartura che nulla hanno a che vedere con l'università,scrivo pagine di bozze e poesie -la notte specialmente,la mia vena creativa sembra più che altro il Rio delle Amazzoni- ma mi assale ugualmente quel senso di inutilità,di colpa per tanta inconcludenza che stride paurosamente col mio essere.
Il martedì,però,sono impegnata con uno dei miei pseudolavori,che implica lo scibile umano delle mansioni che rientrano nella categoria "Rappresentanza&blablabla"e, nonostante l'upper class sia capace di logorarti i nervi per un fax,mi piace,mi fa sentire utile e impegnata...solo che..
Solo che quando arriva il martedì, mi rendo puntualmente conto di non aver assolto nemmeno ad uno dei compiti che avevo impartito a me stessa -neanche quello di farmi la messa in piega per tempo-e torno a casa,agghindata e abbigliata da collaboratrice perfetta,chiedendomi quando e se mai vedrò i risultati di tutto questo assecondare cariatidi viziate in delirio di onnipotenza,chiedendomi dove diavolo ho smarrito la via,e non riesco a trovare risposte.
Sfoggio l'ennesimo sorriso spavaldo,ma dentro sento qualcosa muoversi e salire fino alla gola per smorzarmi il respiro,osservo e vedo solo noncuranza:mi hai abbandonato in mezzo al nulla dell'incertezza,del dolore fisico e della paura e,talmete vile sei,Mosca è stato il primo posto in cui ti è venuto in mente di fuggire!
Tanto ce l'ho sempre fatta da sola...però che palle giocare alla Superdonna...dio come odio il martedì!
Addendum: la mia incapacità tecnica è disarmante e quanto meno irritante;non riesco a caricare le foto nell'album (che mi scrive fatal error e le visualizza gigantesche)e a ridimensionare quell'odiosa barra iniziale che mi copre la data in alto! E' proprio martedì..aiutini?Consigli?Per favore?!!
Su,non mi dite che non siete curiosi di vedere lo sfoggio d'egocentrismo della Mademoiselle in posa!

Maybe an escape.. ,
mi è passato per la testa il 10/03/2008
Ero qui a centellinare le ultime pagine di Virginia Woolf by Quentin Bell (non vi aggiungo link,che è un fuori catalogo,sono riuscita ad ottenere la prima edizione del '74 pagando qualche euro in più e sbattendo le ciglia alla velocità di un colibrì)quando ho avvertito la mia solita sensazione di distacco e mi sono detta solo:me ne devo andare.
Sì,ho bisogno di partire al punto tale che tutti si sono accorti,sgomenti,di questo instabile periodo che è un urlo querulo e isterico,non più soffocato sotto belletti leziosi,non più da ignorare.
Ma magari anche sì:sono tutti così abili a fingere e distogliere lo sguardo,che mi stupisco quando avviene il contrario!
Tornando all'esigienza di andare,in genere il tempismo e i viaggi sono sempre stati un binomio inscindibile:ogni volta che ho sentito freddo,che ho percepito quanto necessario fosse fuggire da situazioni più grandi di me,da uomini -sempre insieme e mai uno alla volta- o,semplicemente da tutti Gli Altri,per concentrarmi su me stessa,è arrivata una partenza improvvisa con luoghi che ho amato o detestato,ma che ho calpestato coi miei passi,senza che alcuno mi prendesse in braccio.
Rivedo giardini rigogliosi dell'Andalusia,castelli innevati sui picchi delle Alpi Bavaresi,il mio sguardo languido davanti ai tramonti di Santorini e giorni convulsi e deliranti per le calle di Madrid..
Quanti viaggi ho dimenticato,quanti non ho menzionato in questo getto di parole:so però di aver scritto di quelli i cui fotogrammi più luminosi scorrono rapidi dentro,ma ora ho bisogno di aggiungere nuove istantanee e ritrovarmi altrove.

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