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Acquisti annoverabili: QUESTO E' ANCORA PIU' INUTILE AGGIORNARLO
APRILE:#Pataloni in raso nero di Jucca#Jeans noncicredochemisoentrati di Elementi#"Il continente diviso"di Hitchcock#"Le ombre dell'Europa"di Mazower#Due paia di calze di seta:sono una pazza!#Pochette bianca in vernice,frutto di shopping post depressione
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#Molte delle immagini esposte in questo blog sono state trovate sul web e in alcuni casi da me modificate:se la loro esposizione ed eventuale rielaborazione ledesse i diritti d'autore,inviatemi una mail e saranno prontamente rimosse.
#Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato periodicamente.Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7.03.2001.Ma è il mio boudoir..quindi fate i bravi eh?
#Studiare ancora!!
#Inviare i manoscritti
#Rendere giustizia a Padre:CONFESSARE!
#Preparare MedievaleII
#Preparare Storia dell'Europa Orientale
#Preparare arte moderna
#Studiare!!
#Sostenere il colloquio per il nuovo lavoro
#Comprare un paio di jeans
Dopo anni di autoanalisi, ero giunta alla conclusione che star lì a scandagliarsi la mente con una becera psicologia fai da te, fosse la cosa più nociva che potessi servire al mio cervello.
Ecco, ci credo ancora, ma oramai questo brutto vizio del parlare con me stessa è troppo radicato e non riesco a farne a meno: quando mi chiedo la ragione per la quale una persona qualunque che si nasconde dietro uno schermo, sia convinta che io sia un uomo, la fake di me stessa o Il Male, non lo faccio perchè mortalmente colpita dalle sue parole da due lire, ma solo a causa di questa stupida attitudine al riflettere, vivisezionare, a non lasciar passare nulla inosservato.
E anche adesso, mi rendo conto che sto cercando di piegare la mia mente, perchè non accetto quello che non capisco, perchè quando qualcosa mi da dolore semplicemente io fingo che non sia mai esistita.
Voi non avete idea di come io sia brava a rimuovere quel che non voglio ricordare: devo solo imparare a gestire l'effetto sorpresa quando arriva inaspettato e mi prende alla gola. ( tranquilli: mi si è solo spezzata un'unghia )
Avendo you-tube già cancellato molti video sanremesi per violazione del copywrite, sono dovuta andare direttamente alla fonte e, nel caso di Arisa, finchè dura dura.
E' che quest'anno mi sono appassionata al Festival come una massaia: in salotto con Madre e Sorella/Anima Allegra, tutte e tre tronfie e piene di boria a sputare giudizi lapidari e metterci lo smalto, contando le stecche ( come se effettivamente ci capissimo qualcosa ) e scuotendo la testa orripilate per la maggior parte delle mise.
Quest'anno, poi, c'è la mia canzone, seguita a brevissima distanza da Sincerità di Arisa che pare un cartone animato ma che trovo terribilmente affascinante
( nonostante si chiami Rosalba Pippa, pora cristiana ) entrambe giunte con un tempismo perfetto per la sottoscritta:
quasi affatto in real life ( me amano così ), ma in modo più preponderante in rete, ho dovuto ascoltare le solite baggianate sul mio essere egocentrica
( dedotto ovviamente da un nick senza leggere una sola riga di blog ) che si ridurrebbe sostanzialmete alla spasmodica ricerca di 5 minuti di celebrità invano, solo per aver esposto le proprie opinioni, il tutto avvalorato dal fatto che - avanguardia pura - sono Falsa ( e specchio riflesso ).
Ora, considerando che questo mi è stato detto da un fake trolleggiante, direi anche sti cazzi, ma visto che sono cerebrale ed egopatica
( egocentrica sarebbe ridondante ve? ) i testi mi hanno portato ad un'intima riflessione su me stessa ( ma dai ) e sul fatto che qui nel mondo senza cavi, la gente non penserebbe mai che io sia una posa.. purtroppo.
Io questo post non lo volevo scrivere, che questo è un blog cazzaro e autoreferenziale e una che porta il tacco 12 da mane a sera, che ne sa delle tensioni sociali e la dialettica?
Ecco sarebbe stato meglio niente, perchè prendere Sanremo come cartina di tornasole dell'italico suolo, come vetrina sociologica per bullarmi stancamente del paese natio, nuoce gravemente ma al fegato però.
Ora, tralasciando Iva Zozzona ( che manco lei ce credeva alle cose che cantava ) Benigni che chiosa recitando Wilde - e tutti ad applaudire e non capire un cazzo, visto che a simili esternazioni di Grillini hanno rovinosamente fischiato - io mi chiedo: come si fa a dire " mah in fondo la canzone di Povia non era sta cosa allucinante " ? INIZIA LA RECENSIONE PECORECCIA DEL TESTO DI POVIA - BRUCIATELO:
Ecco. Mo, giustificare ( giustificare perchè poi?! ) i gusti sessuali di una persona col disastroso divorzio dei genitori ( si sa che i tuoi divorziano e te finisci dritto dritto al GayVillage eh ) non mi pare sensato; continuare con la storia della mamma onnipresente, iperprotettiva e maniaca ( insomma una mamma italiana ) me pare proprio na stronzata, ma il peggio è presentare la storia d'amore omo del sedicente Luca con uomo più grande al limite della pedofilia - sempre inconsciamente per non tradire la madre - quando finalmente conosce sta brava ragazzetta e trova l'agognata felicità.
Alla fine butta tutto in caciara asserendo, con quel sorrisetto ebete " nessuna malattia, nessuna guarigione " Ah davvero Pò non è guarito l'amico tuo?
No perchè uno che s'è buttato dall'altra parte perchè c'aveva la madre rompicoglioni, da uno bravo ce lo porterei!
Alla fine devo ammetterlo: ho seri problemi relazionali, anche se non sembra, nonostante tutti credano l'opposto.
La chiusa per l'esame mi ha reso ancor più isterica di quanto già non sia, tesa come una corda di violino e sospettosa nei confronti di tutti: ho iniziato a vedere complotti ovunque, mi appiattivo contro le pareti per sventare colpi di stato in casa Mademoiselle e ad assumere comportamenti borderline.
La cosa peggiore l'ho fatta a Pollock, però e mi sentirò un essere immondo per sempre ( okay è una metafora, chiaro )
Durante una dolcissima telefonata, ho captato una sfumatura di colore nella voce, un' impercettibile allusione velata e ho iniziato ad interrogarlo, domande a raffica e minacce in pieno stile Mossad con annesse torture verbali e alla fine, demoralizzato, si è arreso P.- Era una sorpresa per San Valentino: ho prenotato in quel ristorante che ci piace tanto..in Chianti, per il week end. Ma tanto non ne puoi proprio fare a meno eh?
Sì non posso fare a meno di essere così stronza, specie quando sono sotto pressione così l'unica cosa che sono riuscita a dire è stata
- cazzo, vado a cercare una tanica per darmi fuoco! -
L'esame è domani ed io lo sto aureolando d'importanza cosmica, perchè l'ultimo che ho sostenuto risale al tempo del prima, al giurassico.
A prima che insieme alle ossa e alle difese immunitarie mi si smagnetizzasse pure il cervello e il mio cervello direttamente connesso alle mani mi dicesse che io non ce la potevo fare: d'accordo avevo un reale impedimento e sì mi ci sono crogiolata, ci ho sguazzato al punto tale che il massimo dell'impresa era diventato la scelta del vestito, perchè tutto intorno a me - persone, referti medici e quotidianità - erano una lucina lampeggiante che diceva "Attenzione: fragile! "
Sono stati giorni faticosi, senza escludere che, a parte qualche commento, ho volutamente omesso di parlare del caso Englaro, perchè colpendomi sul personale mi ha scioccata, perchè nonostante la faccia da culo ho uno strano pudore, perchè avrebbe comportato dovermi guardare dentro e ricordare momenti in cui questi discorsi li facevo sulla mia pelle e non sembravano poi molto improbabili o relegati ad un futuro lontano e ipotetico.
Quindi vado a riprendermi un pezzetto di vita.. rigorosamente sui tacchi a spillo!
Sto preparando un esame monumentale che mi perseguiterà con i vari seminari e relazioni integrative fino a giugno, ma che mi aspetta comunque il prossimo martedì.
L'ultima settimana l'ho passata reclusa in camera sul saggio di Irwin che sostanzialmente getta merda su Said ( non mi va di linkare, poi a chi importa dell'orientalismo? ) con l'occhio che virava a destra sull'unica distrazione presente: una scatola di scarpe mai messe.
Ma più che sulle scarpe ( mmh non ci giurerei ) il mio pensiero virava sull'ultima domenica pomeriggio trascorsa con Pollock al centro, nel quale mi sono crogiolata per giorni e sui sentimenti che un paio di scarpe possono generare.
Le vie di Roma sotto un sole tiepidino e anemico, la penombra della sala che proiettava la sua ombra lunga mescolata ai graffiti di Jean-Michel e la frase incantatrice in strada dopo la nostra solita dissertazione post-mostra
" Ho voglia di regalarti un paio di scarpe "
Il mio fidanzato non ha la minima idea del balzo al cuore, delle lacrime agli occhi di fronte a quel tripudio di bordeaux scamosciato classe 10, ma più di tutto del significato epifanico, escatologico e mistico di questa frase.
Rosicate donne, ritorno a studià