DISCLAIMER: nasce tutto da qui (non c'ho un cazzo da fare, sono una ragazza fortunata)
Godiamoci la vita, o Lesbia mia, e i piaceri d'amore;
a tutti i rimproveri dei vecchi, moralisti anche troppo,
non diamo il valore di una lira.
Il sole sì che tramonta e risorge;
noi, quando è tramontata la luce breve della vita,
dobbiamo dormire una sola interminabile notte.
Dammi mille baci e poi cento,
poi altri mille e poi altri cento,
e poi ininterrottamente ancora altri mille e altri cento ancora.
Infine, quando ne avremo sommate le molte migliaia,
altereremo i conti o per non tirare il bilancio
o perché qualche maligno non ci possa lanciare il malocchio,
quando sappia l'ammontare dei baci.
Qualcuno mi ha chiesto come riesca a non stancarmi del mio continuo procrastinare, come non mi stressi quel crogiolarmi in un continuo indugio; ebbene, consapevole che questo scatena il meccanismo di amore e odio che fa parte di me, ho sorriso un pò perchè mi conosco schifosamente bene. Tentenno, mi beo languidamente nel limbo, poi all'improvviso
-senza un apparente motivo- mi scatta la spinta decisionale e l'iperattività irrefrenabile: in cinque minuti svolte titaniche, programi stilati realizzati, pagine studiate e raggiunto l'obiettivo si torna sul triclinio.
Ecco sono in una fase d'irrazionale operosità che, unita alla dieta [ah tipo sti cazzi ma sono dimagrita 5 chili] crea un connubio micidiale: niente trucco, vivo in pigiama con le mani perennemente sporche d'inchiostro e i segni di matita sulla faccia (non ho idea di come ci riesca) tonnellate di gente morta da studiare e niente relazioni sociali.
Niente allarmismi: tra due settimane tornerò a non fare un cazzo, tranquilli

Sono tornata da qualche giorno e devo ancora metabolizzare ogni singola pietra altomedievale, ogni sentiero soleggiato, ogni bicchiere di porto gustato alla Ribeira al tramonto, ogni caloria ingurgitata alla Pasteis de Belém e quella strana sensazione di vedermi sbucare un cavaliere templare da un chiostro.
Abbiamo macinato chilometri acciottolati mano nella mano, scalato avvallamenti rocciosi aspettando una torre all'orizzonte e tagliato il Portogallo in macchina fumando sigari e dando i nomi alle cose.
Ho apprezzato tutto di questi dieci giorni, anche le frasi inaspettate e le consapevolezze giunte tardi, al contrario di quanto si possa credere stranamente sono grata per quel discorso duro e chiarificatore, perchè mi sta aiutando a ricordarmi quello che conta, a valorizzare le poche cose a cui tengo, nonostante me.
(Per le foto considerate che oggi sono riuscita a postare quelle di Budapest dopo due mesi e sì, sempre qui)