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Acquisti annoverabili: QUESTO E' ANCORA PIU' INUTILE AGGIORNARLO
APRILE:#Pataloni in raso nero di Jucca#Jeans noncicredochemisoentrati di Elementi#"Il continente diviso"di Hitchcock#"Le ombre dell'Europa"di Mazower#Due paia di calze di seta:sono una pazza!#Pochette bianca in vernice,frutto di shopping post depressione
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#Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato periodicamente.Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7.03.2001.Ma è il mio boudoir..quindi fate i bravi eh?
#Studiare ancora!!
#Inviare i manoscritti
#Rendere giustizia a Padre:CONFESSARE!
#Preparare MedievaleII
#Preparare Storia dell'Europa Orientale
#Preparare arte moderna
#Studiare!!
#Sostenere il colloquio per il nuovo lavoro
#Comprare un paio di jeans
Ho voglia di calze colorate, di mise sixties, cappottini gialli, castagne e cacio&pepe.
Avrei voglia di mollare il regime alimentare para-fascista e farmi ad una ad una tutte le sagre eno-gastronomiche della mia regione, smantellare l’armadio, svuotare la stanzetta delle scarpe e riempirli di nuovo e, soprattutto, più di qualunque impalpabile vestito, più di ogni inarrivabile monumentale stiletto, più dei deliziosi cannelloni di mia madre, io vorrei con tutta me stessa che la lista degli esami che mi mancano alla laurea si autodepennassero, che la pila di libri davanti a me si assottigliasse all’improvviso.
Che inizio ad avere paura: ogni volta che una persona ripone tanta fiducia nelle mie capacità io temo di tradire le aspettative e la professoressa era così entusiasta di affidarmi una tesi su cui punta molto per risvolti futuri, convinta che macinerò esami senza sforzo, che ci credo perfino io.
Ma -e questa è la cosa più sconvolgente- non vorrei mai, nemmeno per un attimo, che la tesi fosse lì finita davanti a me grazie ad un incantesimo allucinatorio: la odierò, maledirò me e quella fottuta paccotiglia fra qualche mese o un anno, ma non ora.
Adesso ho quella smania per l’avventura che inizia e, benchè sia una delle poche spostate mentali che alla mia età si esalta per la gente morta, per le guerre e per i nobili lascivi, è meraviglioso provare di nuovo tanto entusiasmo perduto.
Qualcuno mi ha chiesto come riesca a non stancarmi del mio continuo procrastinare, come non mi stressi quel crogiolarmi in un continuo indugio; ebbene, consapevole che questo scatena il meccanismo di amore e odio che fa parte di me, ho sorriso un pò perchè mi conosco schifosamente bene. Tentenno, mi beo languidamente nel limbo, poi all'improvviso
-senza un apparente motivo- mi scatta la spinta decisionale e l'iperattività irrefrenabile: in cinque minuti svolte titaniche, programi stilati realizzati, pagine studiate e raggiunto l'obiettivo si torna sul triclinio.
Ecco sono in una fase d'irrazionale operosità che, unita alla dieta [ah tipo sti cazzi ma sono dimagrita 5 chili] crea un connubio micidiale: niente trucco, vivo in pigiama con le mani perennemente sporche d'inchiostro e i segni di matita sulla faccia (non ho idea di come ci riesca) tonnellate di gente morta da studiare e niente relazioni sociali.
Niente allarmismi: tra due settimane tornerò a non fare un cazzo, tranquilli
Sono tornata da qualche giorno e devo ancora metabolizzare ogni singola pietra altomedievale, ogni sentiero soleggiato, ogni bicchiere di porto gustato alla Ribeira al tramonto, ogni caloria ingurgitata alla Pasteis de Belém e quella strana sensazione di vedermi sbucare un cavaliere templare da un chiostro.
Abbiamo macinato chilometri acciottolati mano nella mano, scalato avvallamenti rocciosi aspettando una torre all'orizzonte e tagliato il Portogallo in macchina fumando sigari e dando i nomi alle cose.
Ho apprezzato tutto di questi dieci giorni, anche le frasi inaspettate e le consapevolezze giunte tardi, al contrario di quanto si possa credere stranamente sono grata per quel discorso duro e chiarificatore, perchè mi sta aiutando a ricordarmi quello che conta, a valorizzare le poche cose a cui tengo, nonostante me.
(Per le foto considerate che oggi sono riuscita a postare quelle di Budapest dopo due mesi e sì, sempre qui)
Sono stati giorni magnifici, ma pur sempre deliranti e per questo perfetti: la linearità nella mia vita non è mai stato un buon sintomo e convivere con ironia alle falle del mio corpo è un grande passo avanti.
Deliziosa cena in un ottimo ristorante giapponese in centro, innaffiata da una strampalata bottiglia di falanghina e voglia di sperimentare, l’unica costante l’ebbrezza: la prima volta che ho mangiato giapponese ero appena atterrata in Spagna, staca e ubriaca non ho capito nemmeno cosa stessi ingerendo.
Ebbene, passeggiare euforica e avvinazzata per Trastevere con l’uomo della tua vita non ha prezzo, entrare nella casa di Goethe e assistere ad un’improvvisazione post-futurista in stato alcoolico è di poco inferiore alla sera in cui io e Pollock vedemmo da fatti Constantine al cinema e ogni fotogramma era un “Ohhhh!”.
Nemmeno la mia debacle è riuscita a rovinare la serata: mi sono trascinata per il Pantheon, sapientemente guidata per tutte le viuzze di Roma fino ad arenarmi in macchina; la nottata è finita all’autogrill: avevo voglia di un cornetto e son finita a comprare questo.
Dulcis in fundo, per tutta la notte anche il mio mondo onirico è stato in pieno jappo-style, alle prese con le mie compagne di liceo che nascondevano la loro vera identità e le loro reali intenzioni: erano delle guerriere Sailor che proponevano al mio fianzato (anch’egli supereroe) di parteciare ad una gang-bang; la sua risposta?
“Ci devo pensare”
Per non smentirmi: domani faccio la valigetta chè ho una degustazione di vini, essendo io ovviamente ammalata (raffreddore e tosse con 40°all'ombra) mi alcolizzerò senza degustare.
(Sto karma mi perseguita: Alegria!)
Il fatto che il mio notebook sia collassato è una delle tante fatalità che da sempre mi colpiscono ad hoc; sì, perchè in questi giorni sto vivendo una sorta di delizioso isolazionismo autoindotto, mi sto dedicando ai miei pensieri e per una che spesso li ignora arbitrariamente per favorire un antropico benessere, è davvero molto.
Mi sono dipinta le unghie e in quel rosso cupo da post cena con le ragazze mi sono chiesta cosa sia l'amore per me, o meglio, perchè sia così diverso dalla loro visione tangibile e passionale, perchè io lo veda nella curva del polso mentre le mani afferrano il volante, nel suo modo di prepararmi il the, in quella dolce e ironica condiscendenza che ha per me.
Poi, un gesto, un semplice banale gesto per occhi allenati, mi ha portato a questo stato di nebulosa distrazione: un libro.
Un libro che cercava per me lo scorso anno, giunto inaspettato il week end passato.
- Ah te ne sei ricordato! Lo cercavi l'anno scorso giusto? - No, non ho mai smesso di cercarlo da quel giorno
E in quell'istante, mi si è sigillato il cuore, mi sono chiusa in una sorta di Sindrome di Sthendal davanti al quadro più compiuto che abbia mai visto che è quest'uomo, che cerca da un anno lo stesso libro per me, che invece di partire per il suo compleanno, sposta un fine settimana a Budapest insieme affinchè cada nel giorno del nostro anniversario, che ogni giorno mi porta a desiderare di potermi guardare con i suoi occhi.
L'esame è domani ed io lo sto aureolando d'importanza cosmica, perchè l'ultimo che ho sostenuto risale al tempo del prima, al giurassico.
A prima che insieme alle ossa e alle difese immunitarie mi si smagnetizzasse pure il cervello e il mio cervello direttamente connesso alle mani mi dicesse che io non ce la potevo fare: d'accordo avevo un reale impedimento e sì mi ci sono crogiolata, ci ho sguazzato al punto tale che il massimo dell'impresa era diventato la scelta del vestito, perchè tutto intorno a me - persone, referti medici e quotidianità - erano una lucina lampeggiante che diceva "Attenzione: fragile! "
Sono stati giorni faticosi, senza escludere che, a parte qualche commento, ho volutamente omesso di parlare del caso Englaro, perchè colpendomi sul personale mi ha scioccata, perchè nonostante la faccia da culo ho uno strano pudore, perchè avrebbe comportato dovermi guardare dentro e ricordare momenti in cui questi discorsi li facevo sulla mia pelle e non sembravano poi molto improbabili o relegati ad un futuro lontano e ipotetico.
Quindi vado a riprendermi un pezzetto di vita.. rigorosamente sui tacchi a spillo!
Il mio corpo si è ribellato alla fine, ieri sera alla chiusura di serata con Amica V., ma non c'entrano cataclismi fisiatrici: stanchezza dovuta dal Fare e finalmente mi sono addormentata esausta, ma soddisfatta.
Venerdì all'aperitivo Pollock mi ha portata a saccheggiare la libreria: mi sono seduta per terra, tra lo stupore generale (no, dico, come si fa a visionare una ventina di libri in piedi?) e mi sono persa per un'oretta in Patagonia e limitrofe, ma anche in Africa che ha insistito per regalarmi Simenon, come fosse un nuovo bambino adottato per celebrare il riavvicinamento
- Lo portiamo con noi in Marocco?
- Vediamo..se si comporterà bene.
Sabato sono stata prelevata di buon'ora e, con Edith Piaf nelle orecchie e via Nazionale negli occhi, abbiamo perlustrato la Quadriennale: immaginifica e vagamente psichedelica, mi sono innamorata di due artisti e sono stata scambiata per un'installazione da una turista tedesca; le tazzine che vibravano nel giardino della caffetteria sotto sguardi più eloquenti delle mie amate parole e, sulla via del ritorno, la voglia di non tornare a casa
- Portiamo Carlotta in campagna?
E in mezzo ai ruderi e alle spighe, il mio cane che gioca con le farfalle, con le orecchie planate dal vento e noi che ci addormentiamo fino al tramonto in un angolo di mondo antico.
E se ieri sera c'è stato uno slancio non è stato grazie ai due martini e, se poi sul più bello sono andata via per raggiungere amici e locali, non è stata noncuranza: è che sono fatta così.
Tira la manovella metti la monetina: sono consapevole che spacciare il Chianti per Ostia e Pollock per Amica V. a Padre fa molto liceale immatura -e non si tratta nè di timore reverenziale, nè tantomeno di divieti e rifiuti- solo che non ho voglia di dare spiegazioni sull'ennesima rivoluzione emotiva-sentimentale, quindi faccio le valigie e parto per qualche giorno e..speriamo bene!
Tra poco si va a trafugare una libreria Adelphi: sei uscito prima dall'ufficio, ti cullerai nel treno del ritorno col pensiero di un'eccentrica creatura inquieta che fa di un pomeriggio in libreria una caccia al tesoro; alla domanda "Vuoi cenare fuori?" ovviamente ho risposto che intanto prenderemo un aperitivo o due e poi si vedrà che sto cercando di eludere la morsa di malessere dell'ennesimo esame medico di stamattina.
Eppure comincio ad essere quasi contenta..domani si va a vedere la Quadriennale: cappellino alla Edie, pochi minuti in treno e la mia voce entusiasta
"Bisogna andare! metti che incontriamo il nuovo Pollock?Sì, sì facciamo finta che io sia Peggy Guggenheim per tutto il giorno?"
e te divertito e sollevato dall'entusiasmo appena risorto, un pochino, almeno un pochino.
Sei l'unico essere al mondo che non pensi che sia completamente matta, ma solo molto particolare, l'unico desideroso di passare la vita con me, perchè odio le pareti bianche..
Anvedi: sono riuscita a modificare la fottuta data da sola..come volevasi dimostrare, piccoli passi, brevi voli..eh.
Un pò, solo un pochino che avevo dei vuoti da colmare, tempo da riempire e troppi mostri da nascondere sotto il letto.
Allora è stato esaltante assecondare il cuore in gola, quel groppo a mezz'aria ogni volta che ci incontravamo Ti guardo che mi guardi, non so se salutarti o fare finta che non sia già tardi.. e scacciare ogni volta il pensiero di un mio eventuale coinvolgimento non corrisposto, ma ammettere col solito sorriso sfrontato "Ma sì sono solo un pochino innamorata..è che non ho niente da fare".
Non sono innamorata, non sarei in grado di amarti più di questa lecca lecca per cui ho una semplice ed insana dipendenza, ma volevo crederci, il tuo sguardo obliquo mi rallegrava, il profumo della tua pelle inebriava l'aria di un'estate già ebbra e mi sentivo viva, viva da morirne; ma te non lo saprai mai, perchè ci siamo preclusi a vicenda la scoperta di un nuovo mondo.
Te più di me, nonostante i miei occhi grandi e i miei vestiti di scena, nonostante l'aria da Factory girl incantatrice, nonostante le mie labbra -che certo andare oltre la patina luccicante sarebbe stato uno sforzo troppo arduo no?In fondo "Ma anche sticazzi", giusto?E' il mio mantra, dunque..-
tutto questo non è bastato per scacciare la paura di cadere e di combattere contro una natura imprevedibile.
"..Ma te per un'ora d'amore?
- Venderei anche il cuore."
Basta, prenoto un viaggio, mi vesto da Edie Sedgwick ed esco che ho bisogno di archiviarti..
magari facciamo l'ultima volta, giusto per perdere il cuore un pò, giusto per non pensare che tra sei giorni è il mio compleanno e vorrei non arrivasse mai, non in questo delirante anno da buttare.
Okay, le ossa fallate mi stanno fottendo pure il cervello.
Il mio atteggiamento “carpe diem” mi sta mettendo nei casini eccessivamente: mi comporto in modo insensato, mi schianto di emozioni e tutto quel che faccio è finalizzato solo ed esclusivamente a questo; se Padre non mi ha chiuso in camera a 15 anni come da copione, mi sa che ci finisco a 24 in punizione.
Il peggio è che mi manca solo di innamorarmi dei cartelloni pubblicitari sull’Appia e poi siamo a posto, ma non mi stupirei. Mi ci vedo a fare la ronda ed intavolare sessioni erotiche col modello di Calvin Klein in carta Kodak, ne sarei capace ultimamente..magari..è che mi chiudo per situazioni cerebrali e impossibili, perché quel che ho è insulso.
Odio i rapporti cazzo e tutti i nati del 77-78 non hanno fatto altro che confermarmelo
(ora voi trentenni e spiccioli non ve la prendete, se volete replicare siate pacati..considerate che nessuno di voi mi ha mai smentito fattivamente e aggiungo purtroppo.)
Per esorcizzare il tutto Io e Marlene, entrambe in equilibrio precario, domani andiamo ad una mega festa armate delle peggiori intenzioni della serie
-Fai conto che è qualcosa come l’ultima sera..
M:- Della tua vita?
Mdlle:- Va beh facciamo l’ultima sera d’estate eh?
Credo di aver bisogno di un uomo.
Intanto necessito davvero di un vestito per domani sera.